In Sardegna la preistoria non sta solo nei musei. È in mezzo ai campi, sulle colline, accanto alle strade di campagna. Il Logudoro, la regione dove si trova la nostra azienda, è uno dei luoghi più ricchi dell'isola per chi vuole conoscere i nuraghi e i monumenti ancora più antichi che li hanno preceduti.
Le domus de janas, le case delle fate
Le domus de janas sono tombe scavate nella roccia, spesso in piccoli gruppi chiamati necropoli. Il nome in sardo significa "case delle fate" (o delle streghe): la leggenda le voleva abitate da minuscole creature. In realtà sono sepolture del Neolitico e dell'Età del Rame, molto più antiche dei nuraghi.
Alcune riproducono all'interno la forma delle case dei vivi, con soffitti scolpiti a imitazione delle travi, false porte e simboli dipinti in ocra rossa. Nel 2025 sono state riconosciute dall'UNESCO come Patrimonio dell'Umanità.
Il legame con Ozieri è stretto: la civiltà che ha scavato molte di queste tombe prende il nome proprio dalla Grotta di San Michele, nel centro della città, dove sono stati trovati i reperti che l'hanno fatta conoscere. È la cosiddetta Cultura di Ozieri, di cui parliamo anche nella nostra guida a Ozieri e al Logudoro.
I nuraghi, le torri di pietra
I nuraghi sono il simbolo della Sardegna: torri a forma di tronco di cono costruite con grandi blocchi di pietra posati a secco, senza malta. Se ne contano diverse migliaia in tutta l'isola, costruiti durante l'Età del Bronzo dalla civiltà che da loro prende il nome, quella nuragica.
Alcuni sono semplici torri isolate, altri sono complessi con più torri unite da mura, cortili e villaggi di capanne intorno. A cosa servissero esattamente è ancora discusso: fortezze, abitazioni dei capi, punti di controllo del territorio, probabilmente un po' di tutto.
Le tombe dei giganti
Le tombe dei giganti sono le sepolture collettive dell'epoca nuragica. Hanno una lunga camera coperta e, davanti, un'esedra: due ali di pietre disposte a semicerchio che formano una specie di piazzetta. Al centro, nelle tombe più antiche, si alza una grande stele arrotondata con un piccolo portello alla base.
Il nome viene dalle loro dimensioni: chi le scopriva nei secoli passati pensava che solo dei giganti potessero esservi sepolti.
Prima le case delle fate, poi le torri, poi le tombe dei giganti: millenni di storia nello stesso paesaggio.
Dove vederli intorno a noi
- Grotta di San Michele, Ozieri: nel cuore della città, il luogo che ha dato il nome alla Cultura di Ozieri. I reperti sono esposti al Museo Archeologico cittadino.
- La Valle dei Nuraghi: tra Torralba e i paesi del Meilogu, una piana costellata di torri. Il più famoso è il nuraghe Santu Antine, uno dei più imponenti dell'isola.
- Su Casteddu de Olomene: un nuraghe in cima a una collina vicino a Pattada, raggiungibile solo a piedi, con una vista a 360 gradi. È la meta della nostra escursione Il Castello di Olomene e il Villaggio Fantasma.
- Sa Mandra Manna: un sito nuragico affacciato sul Lago Coghinas, che raggiungiamo con una lunga passeggiata pianeggiante nel percorso Il Segreto di Sa Mandra Manna.
Consigli per la visita
Molti siti sono in aperta campagna, senza ombra e senza servizi. Porta acqua, scarpe chiuse e un cappello, e scegli le ore più fresche nei mesi caldi. Rispetta recinzioni e cancelli: spesso i monumenti si trovano su terreni di pascolo.
Il modo migliore per capire questi luoghi è arrivarci a piedi, con qualcuno che li conosce. Trovi tutte le nostre escursioni nella pagina dedicata, e un posto tranquillo dove dormire nel nostro alloggio in campagna.



